2017 Anno Storico per la Riabilitazione della Canapa. BioCBD Everywhere!

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La proposta di legge per la regolamentazione della canapa industriale e la relativa filiera è stata approvata in Senato all’unanimità: ora anche il nostro Paese avrà delle norme. Non chiare come vuole la prassi italiana, con delle zone grigie ma comunque è un inizio. Nonostante la coltivazione di canapa industriale non sia mai espressamente stata vietata nel nostro Paese, la mala interpretazione delle leggi antidroga ha portato le forze dell’ordine ad arrestare e sequestrare le coltivazioni di chi negli anni ’70 e ’80 aveva provato a reintegrarla tra  le colture  di fibre o per semi. Questa situazione di incertezza si è protratta fino al 1997, anno della circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali contente disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis sativa, integrata poi della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002. Noi crediamo che una legge quadro nel settore in cui eravamo i primi al mondo per la qualità del prodotto fino agli anni ’50 del ’900, darà nuovo impulso e Grinta a tanti ragazzi come noi, che amano la propria terra e coltivano con passione. Per lasciare ai nostri figli una terra fertile da abitare.  Secondo quanto prevede l’articolo 2 della nuova legge gli ambiti di utilizzo consentiti per la canapa coltivata sono: alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori; semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale destinato alla pratica del sovescio (quindi come fertilizzante); materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia; materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati; coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; coltivazioni destinate al florovivaismo.

Non sarà più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi significa che la comunicazione alla più vicina stazione forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo denuncia, NON è più necessaria.
Gli unici obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.

FINANZIAMENTI. Sono previsti finanziamenti nell’ordine massimo di 700mila euro l’anno “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa”.

Altro nodo cruciale, la percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore, e gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche.

Dopo 15 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale la legge entrerà definitivamente in vigore ed il ministero della Salute avrà 6 mesi di tempo per legiferare su una questione che sta a cuore a tutti i produttori di canapa ad uso alimentare e cosmetico, e cioè la percentuale di THC che può essere contenuta nei prodotti per la cura del corpo e nei cibi ad uso umano.

Da quella circolare del 1997 ci sono voluti 19 anni per avere una legge quadro che regoli il settore in vista delle sfide globali che aspettano i nostri canapicoltori. Mentre in generale, complice il proibizionismo che ha demonizzato questo vegetale dalle mille virtù, siamo passati dagli oltre 100mila ettari coltivati ad inizio del 1900, ai circa 3mila coltivati nel 2015.

Questo è il momento per dire la nostra. Provare a costruire un percorso della canapa Pugliese Made in Italy e così incentivare ogni regione, a ragionare oltre che sul singolo prodotto ma sul racconto di una terra nuova, libera dalle mafie, dalle speculazioni. Una nuova idea di agricoltura a impatto zero, che rispetti l’ambiente e noi stessi. In Italia abbiamo una Biodiversità dei terreni una composizione organolettica del suolo e il sole ideale per tornare a produrre la migliore canapa del mondo. 100% Made in Italy. Cultura Agricola, tecnologia, tradizione, una lingua di terra bagnata da due Mari. Mele, pesche, pere, arance, limoni, olive, rosmarino, mirto, alloro. Potremmo continuare per ore a raccontare quanti profumi, quanti pendii scoscesi, serene vallate innevate o bagnate dal mare. Queste sono le fragranze e le note uniche che vengono rilasciati sui nostri fiori. E’ il patrimonio stesso che a parer nostro, ci obbliga a una presa di coscienza e di attiva partecipazione in questo nuovo mercato. Il percorso sarà lungo ma è il momento di rimboccarsi le maniche per la Creazione di una Filiera della Canapa Italiana una rete fatta di uomini e donne di ogni età. Una sfida difficile ma nella quale possiamo giocare le nostre carte, contribuendo a costruire un’idea di futuro diversa, ed un’economia più in sintonia con l’ambiente in cui viviamo. Partendo dalla Puglia! Perché solo chi coltiva con il cuore, ama la Terra.

 

 

 

 

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