Canapa Light il motore di Una Rivoluzione Sostenibile. Maria di Puglia per JMPassion.

NON facciamoci intimidire, Diciamo la Nostra.
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Canapa e Italia. Il Futuro è adesso.

 
  1. Di dove siete e come vi è venuta l’idea di coltivare Canapa e da quanto la coltivate?

Hallo, Hallo, Hallo!! Il Nostro Nick Name è Maria di Puglia la nostra Start-up si Chiama: BioCBD made in Italy, Puglia east-coast. Siamo 5 ragazzi Pugliesi, accumunati da un’amore smisurato per la Canapa, La Puglia e la terra! Dopo 13 anni di esodo volontario, 3 anni fa ci siamo ritrovati nel luogo natio. Ognuno Spinto da una ragione diversa, ma con un obbiettivo comune. Provare a Restare. Le esperienze che abbiamo vissuto in giro per l’Italia e all’estero sono state illuminanti per comprendere il reale potenziale della nostra Regione. Coltivare Canapa è il sogno che abbiamo da ragazzi. Coltiviamo canapa da Quando eravamo ragazzini, chi sulle terrazze a Napoli, chi negli scantinati a Bologna o chi come l’Olandese che ha dedicato gli ultimi 10 anni esclusivamente alla coltivazione della Canapa indoor ad Amsterdam. Dal 2018 iniziamo a coltivare la nostra Puglia OutDoor. Abbiamo studiato una messa in opera che a fine ciclo vorremmo standardizzare, brevettare e poi diffondere in questa nuova comunità in divenire che si sta formando in tutta Italia. L’esperimento è riuscito. La Nostra KarmaGeddon ne è la prova con un tenore di thc 0,41% e CBD 16,8%

Quanto tempo avete impiegato per concrealizzarla?

Stiamo lavorando al Progetto dal 2016, anno in cui è stata introdotta la nuova legge 242/16. Consultando avvocati, commercialisti e vari burocrati. Ma in un paese dove si muove tutto sotto l’ombrello della protezione Politica, ci siamo senti pronti e abbiamo aperto la società il 27/09/017. Con atto notarile e uno statuto che non ha come mero fine la vendita, ma piuttosto la naturalizzazione di questa pianta incredibile, della quale ogni “scarto” è prezioso.  Dall’inizio di questa avventura abbiamo avuto molti intoppi, legati alla vecchia mentalità soggiogata dall’individualismo. Il gruppo di agricoltori con cui abbiamo iniziato il percorso e ai quali avevamo offerto l’opportunità della costruzione di una piattaforma comune, che ci permettesse di avere un canale di vendita diretto dal produttore all’acquirente, ci ha giocato brutti scherzi e rallentamenti. Credevamo che una volta strette le mani e immaginato una strategia a 30 anni fosse sufficiente per iniziare quest’ultimo tentativo per far risorgere la nostra economia, individuale e collettiva. Abbiamo sbagliato a fidarci e a dare fiducia senza sottoscrivere un contratto. Il ragazzo agricoltore e tecnico informatico, a cui avevamo dato il compito di costruire la “nostra piattaforma pugliese”, ha pensato che fosse il caso di oscurare il sito, acquisire I suggerimenti di Layout per costruirsi un sito suo e fare la medesima cosa. Per fortuna non tutti gli agricoltori sono uguali e soprattutto noi non ci siamo arresi, ma facendo tesoro degli errori abbiamo reagito allargando I nostri orizzonti. Includendo persone più oneste e più simili a noi. Legandole con forme contrattuali etiche e morali.

 Siete andati incontro a qualche bega burocratica?

Le beghe burocratiche ci sono. Questo dipende sicuramente dalla non conoscenza delle normative e dalla stessa normativa che è a dir poco, fumosa. Insieme all’agronomo, al commercialista e agli amici in rete stiamo cercando di costruire un tavolo nuovo che però faccia tesoro degli anni di lotta delle associazioni per la legalizzazione, delle associazioni di malati, e di tutti I Grower d’Italia che da anni combattono e lottano per una normalizzazione sulla coltivazione e sulle diverse applicazioni di questa pianta, in ambito: medicale, edilizio, ludico ricreativo, estetico, alimentare e terapeutico per gli uomini e per la terra che calpestiamo. Se è vero che noi nel nostro piccolo, con una storia così recente, abbiamo avuto non una difficoltà interpersonale, lo stesso vale per le centinaia di esperienze nazionali che su piccole divergenze hanno alzato muri e creato divisioni. Ma il passato non deve rovinare il presente e il futuro di questo mercato. E’ necessario tirare una linea. Resettare tutto quello che ha creato frizioni e Ricominciare. No da Zero, ma ognuno con le proprie identità allearci e spingere per la creazione di una Filiera Italiana, per la nascita di una economia verde. Oggi c’è una nuova classe media che sta investendo di tasca propria, senza aiuti statali, camminando su una fune tesa dallo Stato. Se non comprendiamo che oggi è il momento di essere coesi, ci sono tante intelligenze di ritorno che andranno via delusi, amareggiati e con la sensazione di essere stati nuovamente espulsi da un paese Meraviglioso. Oggi coltivare canapa significa anche poter vendere il 30% del suo prodotto. Il Fiore. Se leghiamo la dignità economia all’ideale potremo innestare una Rivoluzione Verde. La classe media storicamente è quella che ha innescato tutti I processi di emancipazione e democrazia nella storia. Potrebbe essere questo il momento giusto per avere una legge Giusta.

 Quanti ettari avete dedicato alla coltivazione?

L’anno scorso sono stati coltivati diversi ettari, ma scarse informazioni sulle varietà di seme acquistati e mancanza di esperienza combinata con l’inesistente presenza di un piano per la coltivazione hanno portato alla produzione di piante ibride e con fiori pieni zeppi di semi. Anche I raccolti di varietà dioica sono stati impollinati e trasformati in raccolto da seme. Quest’anno abbiamo scelto di coltivare 4 ettari. Tutti situati in zone diverse della Puglia con caratteriste del terreno e microclimatiche differenti. Siamo entrati in contatto con molti agricoltori e le storie sono tristi ma anche ironiche. Una di queste riguarda un agricoltore che produceva pomodori da 40 anni e che quest’anno si è trovato difronte all’out-out della famiglia: “Se coltivi un’ altra volta pomodori quest’anno, ce ne andiamo di casa”. Questo perchè giù al sud le multinazionali fanno il bello e il cattivo tempo sui terreni coltivati. La multinazionale che aveva la commessa sugli ettari coltivati a pomodoro dell’ agricoltore Filippo (nome di fantasia) l’anno scorso non ha mantenuto I patti e a fine raccolto ha dimezzato la cifra concordata con la minaccia di lasciare a terra tutto il prodotto realizzato. Il pomodoro che da sempre è considerato l’oro rosso della Puglia necessita di una cura e dedizione unica. Bisogna dormire sul campo. Accendere e spegnere gli impianti ogni 4 ore. Un lavoro estenuante e critico in vari passaggi. Oggi non possiamo più permettere che questa cura e dedizione per la terra venga beffeggiato da parte dei grandi colossi economici.  La canapa non è ancora nelle mani delle Multinazionali.

 Quando avete seminato?

Inizieremo la semina a metà Aprile per la Finola, mentre la Carmagnola sarà seminata all’inizio di Maggio.

 Per quale genetica hai optato e per quale motivo?

Abbiamo Optato per la Finola e la Carmagnola. La Finola che è considerata quasi come un auto fiorente, avendo un ciclo a tre mesi è stata selezionata per quei terreni con accesso all’acqua. La Carmagnola che ha un ciclo lungo e una capacità di sopravvivere in qualsiasi condizione è stata scelta per I terreni che non avevano accesso all’acqua o solo la presenza di pozzi.

 Quale tecnica di germinazione o di semina hai utilizzato?

Purtroppo su questa tematica non possiamo dare dettagli, essendo una tecnica innovativa, sperimentale e che noi oggi abbiamo condiviso solo con chi ha sposato il nostro ideale e ha avuto fiducia in noi e nel progetto. La nostra ambizione è quella di Brevettare una tecnica efficace e rivoluzionaria per la produzione di Fiori anche outdoor con semi maschili e femminili delle varietà certificate. Non sarà semplice ma abbiamo il cuore gonfio di passione e di voglia di metterci in gioco.

Date acqua e/o fertilizzante alla piante? In quali fasi?

Abbiamo tracciato un piano agronomico che non contempla l’utilizzo di fertilizzanti chimici che possano alterare il suolo o le proprietà della pianta.Abbiamo utilizzato solo alghe ed acidi iumici. BioCBD è un aspirazione. Mettendo al centro la pianta e le sue capacità di rigenerare terreni inquinati e ammalati, abbiamo studiato delle tecniche che in tre anni potrebbero restituire al pianeta terre fertili da coltivare. . Immaginiamo tutti I siti di stoccaggio rifiuti, le vie della morte come Maddaloni in Campania, o la stessa Ilva di Taranto. Questa pianta se incoraggiata e coltivata potrebbe risanare una terra devastata dagli abusi di potere che da anni rendono il territorio preda degli sciacalli, afflitta dalle mafie, sotto sfruttata e inquinata dalla vecchia agricoltura.

 Quando hai raccolto?

Raccoglieremo a scaglioni intorno a fine Luglio per alcune genetiche e poi entro fine Ottobre per quelle a ciclo lungo.

Ti occupi anche della trasformazione dei semi o dei fiori in prodotti commerciabili?

Noi ci occupiamo della coltivazione, produzione, essiccazione, trasformazione e vendita delle infiorescenze. Filiera Corta 100% Made in Italy, 100% Puglia east-coast.

 Quale tipo di attività legata alla Canapa rende più in questo momento secondo te?

 A oggi è chiaramente e indiscutibilmente il fiore. Dato che esiste un offerta ed una domanda stabile di prodotto. Quindi un mercato. Composto non da ragazzini ma da professionisti tra I 35 e I 6o anni e dai molti malati che la trovano utile sia per prolungare le loro scorte di Bedrocan, sia per avere una minima garanzia di continuità terapeutica non sempre garantita dallo Stato italiano. Ma pensando alle applicazioni possibili della pianta scorgiamo in un futuro non molto lontano l’ipotesi  della nascita di un mercato ancora più remunerativo nell’applicazione della canapa come bioDiesel, o nella Costruzione di edifici ad impatto zero. Capaci di ristabilire I livelli di CO2 all’interno delle mura domestiche, perfettamente isolate termicamente e con pareti insonorizzanti. La cosmesi è un altro settore che se ben sviluppato potrà portare grandi soddisfazioni economiche, soprattutto se l’Italia si spenderà nella costituzione di nuovi brevetti 100% Made in Italy. Pensando alla Moda, alla sartoria e alla preziosissima storia di filati italiana, potrebbe nascere una nuova, creativa filiera del Tessile e della moda italiana. La creazione di una banca del seme sarebbe un enorme indotto possibile.

 Il mercato subisce continuamente delle oscillazioni, come vedi il futuro di questo settore?

Noi della BioCBD crediamo che il Futuro sia appena iniziato. Non temiamo oscillazioni ma solo leggi non chiare che possano minare la nascita di questo nuovo straordinario settore agro-economico. Se riusciremo a difendere la piccola e media impresa, le start-up, I laboratori di trasformazione, gli agricoltori e le filiere territoriali. Ci sarà solo crescita e sviluppo e una maggiore salute e socialità per il paese.

 

 

 

 

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