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Cosa dice la legge Italiana sulla Cannabis light

Il Parlamento italiano ha recentemente introdotto una nuova legislazione sulla cannabis che mira a introdurre sul mercato prodotti derivati ​​dalla pianta, la legge è il 242 di dicembre 2016. Il presente regolamento è il primo passo verso la legalizzazione della marijuana ed è stato introdotto a seguito di alcune normative dell’UE direttive.
Da dicembre 2016 le startup italiane di cannabis, come Biocbd, stanno entrando nel mercato ad un ritmo molto elevato e l’industria si sta evolvendo molto rapidamente.

COSA COSA CAMBIA CON LA NUOVA LEGGE SULLA CANNABIS?

Le nuove funzionalità introdotte dalla nuova legge sono principalmente tre:

  1. Non è richiesta alcuna autorizzazione per la coltivazione della canapa con un contenuto massimo di THC dello 0,2% con un livello di tolleranza fino allo 0,6%. Ciò significa che non è più necessaria la comunicazione alla stazione di polizia più vicina (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) tramite un modulo di denuncia.
    Sebbene non sia più obbligatorio, l’orientamento è comunicarlo comunque per evitare qualsiasi problema. L’unico obbligo per il coltivatore è di conservare la fattura e i documenti tecnici delle sementi per un periodo non inferiore a dodici mesi.
  2. La percentuale di THC nelle piante analizzate può variare dallo 0,2% allo 0,6% senza causare problemi all’agricoltore. Eventuali controlli saranno eseguiti da un’unica autorità e sempre in presenza dell’agricoltore e gli ispettori sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-controlli. Nel caso in cui la percentuale di THC superi la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può ordinare il sequestro o la distruzione del raccolto, ma anche in questo caso “la responsabilità dell’agricoltore è esclusa”.
  3. Sono previsti fondi governativi fino a € 700.000 all’anno “per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa”.

Ora il Ministero della Salute ha 6 mesi per legiferare su una questione che è cara a tutti i produttori di canapa per uso alimentare e cosmetico, vale a dire la percentuale di THC che può essere contenuta in prodotti per la cura del corpo e alimenti per uso umano. Ad oggi, il Ministero della Salute non è riuscito a fornire alcuna comunicazione in merito e l’industria si sta autoregolando. Con il nuovo regolamento, molte startup sono apparse nell’ultimo anno e ogni giorno viene aperto un nuovo Cannabis Store.

 

MA QUANTO È GRANDE IL MERCATO ITALIANO DELLA CANNABIS?

La cannabis rappresenta ancora la droga illegale numero uno tra gli italiani. Ciò è dovuto al ruolo dell’Italia come importatore significativo da altri paesi che lo coltivano, ma anche alla sua produzione interna. Da notare il fatto che i cannabinoidi costituiscono il 90% di tutti i farmaci confiscati in Italia. Nonostante la crescente popolarità di nuove sostanze che sono entrate nel mercato, la marijuana rimane la preferenza tra i giovani italiani e gli adulti. Circa 1/3 della popolazione ha ammesso di averlo provato almeno una volta nel corso della sua vita, mentre oltre 1/4 degli studenti delle scuole superiori riferiscono di averlo fumato nel 2016. Di questi, tuttavia, ben 90.000 affermazioni usarlo ogni giorno e circa 150.000 segnalazioni di utilizzo problematico. Questi dati sono emersi nel rapporto annuale realizzato dagli uffici governativi responsabili delle politiche antidroga e inviato al Parlamento italiano per l’anno 2017. I consumatori totali sono un totale di 6 milioni con un mercato disponibile totale di 20 miliardi di euro + un anno.

 

IL NUOVO MERCATO LOW-THC: PIÙ SICURO, MEGLIO, LEGALE.

Il mercato della marijuana a basso contenuto di THC continua a diventare sempre più importante e, secondo le normative vigenti, non deve essere considerato illegale se la sostanza attiva rimane tra lo 0,2% e lo 0,6%. Queste sono aree davvero oscure della legge italiana, secondo alcuni, che hanno lasciato il posto a diverse aziende per lanciare sul mercato la cosiddetta “cannabis light”. Marchi come Biocbd – Cannabis Legale Biologica, una che produce e commercializza alcuni dei migliori fiori di CBD al mondo ha creato un nuovo mercato e sta crescendo rapidamente rifornendo un sempre maggiore numero di negozi di cannabis in tutta Italia ed Europa e ampliando le coltivazioni biologiche ad alta tecnologia.

Ci sono molti nomi e i marchi continuano ad apparire alla velocità della luce, con una forte domanda da parte degli utenti. “Fuma ma non ti sballa” è la definizione che diversi giornali nazionali hanno dato alla Cannabis Light.

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